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Durata viaggio:
15 Giorni
Data di partenza:
September 6, 2026
Coordinatore:
Cyclovagabond
Difficoltà:
Selvaggio
Altro:
Durata viaggio:
15 Giorni
Data di partenza:
September 6, 2026
Coordinatore:
Cyclovagabond
Difficoltà:
Selvaggio
Leh è una città che ti entra dentro. L'aria è rarefatta, i monasteri buddisti si arrampicano sulle rocce come se cercassero il cielo, e il profumo dell'incenso si mescola con quello della polvere e del diesel dei camion. Siamo nell'Himalaya indiano, a oltre 3.500 metri di quota, in una terra sospesa tra India e Tibet che non somiglia a nulla di ciò che hai visto prima.
Da qui inizia uno dei percorsi in bicicletta più leggendari al mondo: la Leh-Manali Highway. Quindici giorni di pedalate ad alta quota, attraverso passi che superano i 5.000 metri, deserti di roccia colorata, vallate remote e villaggi dove il tempo sembra essersi fermato. Non è un viaggio per tutti. È il viaggio per chi vuole capire cosa significa spingersi davvero oltre.
In questo angolo di mondo, tutto esiste in un equilibrio precario e meraviglioso. L'aria è poca, ma lo sguardo arriva lontanissimo. Le salite sono lunghe, ma le discese ti riempiono il petto di una gioia che non riesci neanche a spiegare. I villaggi sono remoti, ma l'accoglienza che trovi è la più calorosa che si possa immaginare. Ogni giornata sulla Leh-Manali ha il suo ritmo: la partenza con il freddo dell'alba, la salita lenta verso un passo che sembra non arrivare mai, il momento in cui sbuchi in quota e il mondo si apre sotto di te. E poi la discesa, il meritato riposo, e la consapevolezza di aver guadagnato ogni chilometro. È un viaggio che ti rimette in equilibrio.
L'India è il paese dove i piani cambiano tre volte prima di colazione, e va bene così. Un gregge di capre può bloccare la strada per venti minuti, un temporale improvviso può riscrivere la tappa del giorno, un chai caldo offerto da uno sconosciuto può diventare il ricordo più nitido dell'intero viaggio. La Leh-Manali Highway attraversa una delle aree più remote e scarsamente popolate del subcontinente indiano. Qui la modernità arriva in ritardo e la vita si svolge ancora secondo ritmi antichi. Per il cicloviaggiatore, questo significa libertà pura: strada davanti, montagne intorno, e l'India: imprevedibile, rumorosa e meravigliosamente caotica.
Su questo viaggio l'attrezzatura non è un dettaglio ed è parte integrante della riuscita di questa impresa. Pedalare a 4.000–5.000 metri impone scelte precise: abbigliamento tecnico a strati per gestire i 30 gradi di escursione termica tra la notte e il giorno, protezione dal sole ad alta quota (che brucia molto più in fretta di quanto pensi), e una bici affidabile e ben caricata. Giuseppe ha percorso queste strade e sa esattamente cosa serve e cosa invece è peso inutile. Prima della partenza riceverai una lista completa e personalizzata. Non lasciare niente al caso.




In questo angolo di mondo, tutto esiste in un equilibrio precario e meraviglioso. L'aria è poca, ma lo sguardo arriva lontanissimo. Le salite sono lunghe, ma le discese ti riempiono il petto di una gioia che non riesci neanche a spiegare. I villaggi sono remoti, ma l'accoglienza che trovi è la più calorosa che si possa immaginare. Ogni giornata sulla Leh-Manali ha il suo ritmo: la partenza con il freddo dell'alba, la salita lenta verso un passo che sembra non arrivare mai, il momento in cui sbuchi in quota e il mondo si apre sotto di te. E poi la discesa, il meritato riposo, e la consapevolezza di aver guadagnato ogni chilometro. È un viaggio che ti rimette in equilibrio.

L'India è il paese dove i piani cambiano tre volte prima di colazione, e va bene così. Un gregge di capre può bloccare la strada per venti minuti, un temporale improvviso può riscrivere la tappa del giorno, un chai caldo offerto da uno sconosciuto può diventare il ricordo più nitido dell'intero viaggio. La Leh-Manali Highway attraversa una delle aree più remote e scarsamente popolate del subcontinente indiano. Qui la modernità arriva in ritardo e la vita si svolge ancora secondo ritmi antichi. Per il cicloviaggiatore, questo significa libertà pura: strada davanti, montagne intorno, e l'India: imprevedibile, rumorosa e meravigliosamente caotica.

Su questo viaggio l'attrezzatura non è un dettaglio ed è parte integrante della riuscita di questa impresa. Pedalare a 4.000–5.000 metri impone scelte precise: abbigliamento tecnico a strati per gestire i 30 gradi di escursione termica tra la notte e il giorno, protezione dal sole ad alta quota (che brucia molto più in fretta di quanto pensi), e una bici affidabile e ben caricata. Giuseppe ha percorso queste strade e sa esattamente cosa serve e cosa invece è peso inutile. Prima della partenza riceverai una lista completa e personalizzata. Non lasciare niente al caso.
Qui trovi tutte le informazioni relative al programma. Potrai farti un'idea dei ritmi, della difficoltà delle tappe che siano trekking, bici o di viaggio sulla strada con mezzi a motore, perchè si anche quelle giornate possono essere stancanti. Esplora al massimo quello che ti aspetta in questo viaggio!
Non vogliamo che ci siano costi nacosti o cose di cui non sei al corrente quando scegli un viaggio
A volte non sappiamo da che parte iniziare quando è ora di scegliere un viaggio o di decidere se partire. Siamo quindi a disposizione per rispondere a dubbi e domande che riguardano questo viaggio.
Ogni viaggio prevede poi una chiamata di gruppo dove sarà possibile discutere nel dettaglio di ogni aspetto logistico, sifde e ricompense di questa e delle prossime avventure!